Volkswagen: l'auto ibrida da un litro

La nuova sfida lanciata da Volkswagen 100 Km con un litro

16 Febbraio 2011

Quando si parla di auto le sfide non finiscono mai, soprattutto se creare la macchina più innovativa fa parte dei sogni e dell’impegno dei personaggi più influenti del mondo dell’auto. Di fatto questo è successo in casa Volkswagen, dove Ferdinand Piëch, presidente del Consiglio di sorveglianza del Gruppo, si appresta a vincere un’altra sfida iniziata nel 2002: realizzare l’auto “da un litro”, cioè una vettura in grado di percorrere 100 Km con un solo litro di carburante.

Parliamo della XL1, modello ibrido di Volkswagen presentato in anteprima mondiale al Qatar Motor Show. L’auto è un concentrato di innovazione: a partire dal sistema ibrido, un piccolo bicilindrico di 800 cc Diesel Tdi da 47 cavalli di potenza e un motore elettrico da 20 kW. L’elettrico riceve l’energia necessaria dalle batterie al litio, ricaricabili durante la guida o in un’ora a una presa casalinga. Utilizzando le sole batterie invece la XL1 è in grado di viaggiare per circa 35 km a zero emissioni dallo scarico.

Grandi sorprese anche per quanto riguarda il peso, infatti, parte della scocca è in fibra di carbonio (la stessa utilizzata nelle monoposto di Formula 1) e ciò consente di ottenere un “peso piuma” di 795 kg. Le linee esterne sono disegnate secondo i principi dell’aerodinamica e permettono di ridurre del 25% la resistenza dell’aria rispetto ad una normale auto. Tutte queste “magie” tecnologiche sono le condizioni grazie alle quali la XL1 ottiene il suo risultato da record: solo 0,9 litri per 100 km, con emissioni di anidride carbonica di soli 24 grammi per km.

Resta tuttavia una perplessità, legata al costo delle tecnologie adottate: il sistema ibrido diesel infatti non è a buon mercato, così come le batterie al litio e la fibra di carbonio. Un prezzo abbastanza elevato per scoraggiare chiunque, ma non Volkswagen, che ritiene che potrebbero bastare due anni per portare questa auto sulle strade, qualcuno di più, sicuramente, per renderla accessibile a tutti. E a quel punto il sogno di Ferdinand Piëch diventerebbe davvero realtà.