Emilia: solar car tutta italiana

Sviluppato un prototipo a energia solare alimentata da più di 400 celle fotovoltaiche

2 Ottobre 2011

È stata mostrata a Maranello la prima Solar Car italiana, il cui nome è un omaggio alla terra da cui proviene: Emilia. Si tratta di un auto elettrica interamente costruita in carbonio, kevlar e nomex, alimentata da più di 400 celle fotovoltaiche che convertono l’energia solare in elettricità.

Design ultra piatto, ricorda più un ufo che un auto. Punta tutto sul risparmio energetico, avendo un sistema di scorrevolezza che permette ai pneumatici di rotolare sull’asfalto consumando meno. Emilia è stata svelata al museo Ferrari di Maranello, e tra qualche giorno correrà in Australia il World Solar Challenge 2011, la più prestigiosa competizione del genere.

Alla presentazione, oltre al presidente Luca Cordero di Montezemolo erano presenti anche i giovani di Onda Solare, unico team italiano indipendente, che partecipa alla competizione australiana, composto da artigiani specializzati, ingegneri, imprenditori, studenti e docenti del dipartimento di ingegneria elettrica dell’Università di Bologna e dell’Ipsia di Maranello che da molti anni sviluppa prototipi ad emissioni zero.

Nessuna sponsorizzazione importante dunque per l’auto solare, ma solo la collaborazione tra studenti e ricercatori che sono gli stessi che andranno in Australia e seguiranno la gara in tutte le varie fasi.

Emilia II nasce quindi da un appassionato lavoro di squadra: per la realizzazione ci sono voluti anni tra test, prove e studi. L’auto arriverà a 100Km orari e consumerà meno di 1500 watt, quanto un phon per capelli.

Gli altri veicoli che parteciperanno alla competizione, supportati da importanti produttori mondiali, punteranno sull’innovazione elettrica e aerodinamica e sulla potenza dei motori e dei pannelli solari di derivazione satellitare. Emilia invece è stata pensata con la consapevolezza che nella componente telaistica si possono trovare importanti risorse per prestazioni di alto livello.