Assicurazioni: Solvency II per l'unificazione europea

Dal 1° Gennaio 2016 saranno in vigore nuove regole di solvibilità assicurativa

9 Aprile 2014

Lo scorso mese la commissione europea ha approvato le nuove norme della direttiva Solvency II, che estende la normativa Basilea II anche al settore assicurativo: l'obiettivo cardine è  creare un mercato unico istituendo delle norme che vigilino sul sistema.

Dario Focarelli, direttore generale dell'Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), intervistato da TMNews spiega che le norme “puntano a rafforzare la protezione ai consumatori e a migliorare l'efficienza e la competitività delle imprese assicuratrici attraverso regole uniche per tutti i Paesi dell'UE che mettano in correlazione il capitale con i rischi nei quali le imprese incorrono”. Le regole in questione si pongono un traguardo importante: non avvantaggiare alcuni Paesi a discapito di altri.

Il Solvency II  propone come vantaggi rispetto al Solvency I l'evoluzione del quadro normativo con liberalizzazioni, maggiore concorrenza e determinazione dei costi tenendo conto della volubilità dei mercati finanziari. Come spiega ancora Focarelli, la discriminazione avviene ad esempio prendendo in considerazione i titoli tedeschi su scadenza decennale: il loro rendimento è sempre più alto rispetto a quelli degli altri Paesi, e questo è sempre un vantaggio. Il mercato finanziario invece mette alla pari rendendo competitivo senza apporre discriminazioni. La trasparenza e la tutela dei clienti assicurati completano il quadro facendo sì che la direttiva si presenti come novità positiva per i Paesi ma soprattutto per gli assicurati.

Ma ci sono anche punti negativi che non vengono risolti. Uno degli svantaggi più trascurati è proprio quello di non trovare un obiettivo che punti alla diminuzione dei costi per i clienti. 

La volubilità del mercato può esser la soluzione, ma il problema resta sempre a livello nazionale. Se lo Stato non redige leggi che intensifichino i controlli sugli assicurati, le imprese mostreranno sempre il diritto di proporre polizze alte a fronte degli eventi verificabili più frequentemente, mostrando il rischio elevato di incorrere in perdite economiche e quindi giustificando i costi elevati proposti. Un esempio è la scorretta condotta di guida degli automobilisti italiani che ha concorso, assieme ad altri fattori, all'aumento delle Rca avvenuto negli ultimi anni .

Un mercato unico potrebbe rivelarsi troppo rigido e rendere le polizze meno vantaggiose per  imprese di alcuni Paesi.

Alla fine si deduce che la strada da percorre è ancora lunga. Lo stabilire un aumento del margine minimo di solvibilità (ovvero, il requisito patrimoniale minimo) è solo la prima delle tante modifiche che dovranno esser fatte nel campo assicurativo. Ovvio, la tutela dei rischi di una compagnia e la copertura della differenza fra attivo e passivo sono la base per mantenere in vita le imprese, ma bisogna ricordarsi che esse sono tenute in vita dai clienti e che quindi, se proprio si deve creare una “alleanza” è bene che avvenga fra questi due, ancor prima che fra le nazioni.