MotoGP: sbarca in Texas con il GP di Austin

Dopo la doppietta Yamaha nella gara di apertura in Qatar, la MotoGP vola in America, su un circuito inedito, inaugurato per la prima volta dalla Formula 1 durante la passata stagione. È la quarta pista ad ospitare una corsa della classe regina negli Usa, dopo Daytona, Laguna Seca e Indianapolis. In realtà, però, non tutti i piloti partono da zero in Texas. Le squadre ufficiali di Honda e Yamaha e il team di Stefan Bradl hanno sperimentato il tracciato nei test privati di inizio stagione. Anche i ducatisti Nicky Hayden e Ben Spies hanno assaggiato la pista, provando la 1199 Panigale R per imparare le traiettorie e raccogliere qualche dato utile in vista del gran premio, anche se la Desmosedici è tutta un’altra moto e continua a essere un cantiere a cielo aperto. Andrea Dovizioso, comunque, è fiducioso e sembra aver trovato la strada giusta per risalire. Le vere novità tecniche sulla moto di Borgo Panigale, però, si vedranno solo a inizio luglio.

Disegnato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, il Cota (Circuit of the Americas) si caratterizza soprattutto per una salita di 41 metri di dislivello al termine del rettilineo principale: una staccata poderosa, quasi cieca, seguita da una curva a sinistra. È una pista completa, più favorevole alla Honda per la presenza di alcune curve strette in cui è fondamentale l’accelerazione in uscita (uno dei punti di forza della Casa alata). E infatti nei test privati di metà marzo, in testa alla classifica dei tempi ha sempre svettato il rookie Marc Marquez. Lo spagnolo è stato protagonista di un debutto con il botto nella top class, diventando il pilota più giovane della MotoGP 4 tempi a salire sul podio. Nel mirino adesso c’è il record di Freddy Spencer che trionfò nel Gp del Belgio nel 1982 a 20 anni e 196 giorni (il più giovane a vincere una corsa nella classe regina). Considerando le ottime prestazioni dei test di marzo, è un obiettivo alla portata dello spagnolo, che comunque avrà altri match point a disposizione per battere questo primato. Dopo l’addio di Casey Stoner, il compagno di box Dani Pedrosa si ritrova con un altro osso duro fra le mura domestiche. “Camomillo” è chiamato a riscattare l’opaca prestazione nel  MotoGP del Qatar, un quarto posto non certo all’altezza del suo blasone e al di sotto delle aspettative, sopravanzato pure dal debuttante Marquez. Il clima in Honda inizia così a farsi incandescente già dopo la prima gara. Acque più calme in Yamaha, ma solo in apparenza. La tregua tra Jorge Lorenzo e Valentino Rossi non è destinata a durare a lungo. Nella notte del Qatar, il maiorchino ha vinto al termine di una gara in fuga, una prova di forza per avvisare la concorrenza e dimostrare chi è il campione del mondo in carica. Valentino, tornato sulla M1 dopo il triste biennio in Ducati, non ha però intenzione di fare lo spettatore e assistere alle cavalcate solitarie del compagno di box. La sontuosa rimonta andata in scena nel deserto, che lo ha portato al secondo posto, è il segnale che il pilota di Tavullia ha conservato lo smalto dei tempi migliori ed è pronto a dare battaglia. Grazie al risultato ottenuto in Qatar, Rossi adesso vanta almeno un podio conquistato nelle ultime 14 stagioni nella classe regina. Nessun altro pilota c’è mai riuscito, Giacomo Agostini si era fermato a 13 stagioni.A vincere le ultime 29 gare in MotoGP sono stati solo tre piloti: Stoner, Lorenzo e Pedrosa.  L’ultima vittoria con un timbro diverso risale al Gp di Assen del 2011, quando trionfò Ben Spies. Vedremo se ad Austin qualcuno riuscirà a infrangere questo tabù.