GP Monza, per la Ferrari l’imperativo è vincere

6 Settembre 2013

Le bandiere sono pronte a sventolare, le campane di Maranello programmate per suonare, i tifosi in fermento, il grande “cuore rosso” pronto a trasmettere il suo calore e la sua passione dalle tribune. La Formula 1 arriva in Italia per l’appuntamento più atteso dagli italiani: il GP di Monza. Una pista ricca di fascino e di storia, in cui si utilizza il minor carico aerodinamico dell’intera stagione e si raggiungono le più alte velocità di punta. I riflettori sono accesi sulla Ferrari.

I tifosi del Cavallino, sempre numerosi sulle tribune del tracciato brianzolo, hanno ancora negli occhi la spettacolare rimonta di Fernando Alonso a Spa-Francorchamps (lo scorso 25 agosto). L’asturiano, partito dalla nona posizione sulla griglia di partenza dopo una qualifica condizionata dalla pioggia, ha chiuso al secondo posto (protagonista di un’entusiasmante serie di sorpassi), alle spalle solo dell’attuale leader del campionato Sebastian Vettel. Ora Alonso è il più immediato inseguitore del campione del mondo in carica, ma per recuperare punti bisogna arrivare davanti al pilota della Red Bull. Sul veloce tracciato di Spa la F138 ha fatto un netto progresso, superando tecnicamente Mercedes e Lotus, che in Ungheria erano apparse superiori alle rosse.

Un nuovo alettone anteriore e posteriore, diversi deviatori di flusso davanti alle fiancate, nuove prese dei freni anteriori, modifiche al diffusore e alla determinante zona attorno alle ruote posteriori hanno permesso alla scuderia del Cavallino Rampante di accorciare il gap con il team di Milton Keynes. Serve però un altro passo in avanti per lottare alla pari. Anche se il tentativo di aggancio da parte della Ferrari sembra decisamente in salita, a Maranello ci hanno abituati spesso ai miracoli. E a Spa c'è stato un primo importante segnale: il bandolo della matassa è stato finalmente trovato. A Monza arriveranno altri dettagli aerodinamici e soluzioni tecniche da provare. Il resto lo farà il pubblico, la marcia in più della Rossa. Gli incessanti incitamenti dei tifosi sulle tribune rappresentano un’ulteriore spinta a far bene, cercando di buttare il cuore oltre l’ostacolo. I 46 punti di distacco da Vettel (quando mancano otto GP al termine del campionato) pesano come un macigno sulla classifica di Alonso, che però non ha l’intenzione di darsi per vinto. Tutt’altro. Il ferrarista parte con il coltello fra i denti, pronto magari a centrare il colpaccio e mandare in delirio i tifosi sugli spalti. Pure Felipe Massa sogna un buon risultato, per chiudere in bellezza l’ultimo anno in Ferrari. Sono sempre più insistenti, infatti, le voci di un possibile ritorno di Kimi Räikkönen (attualmente al volante della Lotus) a Maranello. A Monza però l’uomo da battere sarà ancora Vettel.

Il leader del Mondiale è il favorito della vigilia, anche grazie ai miglioramenti della sua RB9 in velocità di punta. Il genio di Adrian Newey (l’artefice dei successi della Red Bull) sforna idee e soluzioni a un ritmo impressionante. In Belgio si è visto un nuovo muso, il quinto della stagione, realizzato appositamente per le piste veloci e con una forma molto diversa rispetto a quelli precedenti (modifica che ha richiesto addirittura un nuovo crash test). In ottica mercato, la scuderia di Milton Keynes ha ufficializzato il pilota che sostituirà Mark Webber a partire dal 2014: è Daniel Ricciardo, che attualmente occupa il sedile della Toro Rosso (scuderia satellite della Red Bull). Il duello Alonso-Vettel monopolizza l’interesse del circus, ma la concorrenza non starà certo a guardare. Occhio soprattutto alle Mercedes di Lewis Hamilton (terzo in classifica, a 58 punti da tedeschino di Heppenheim) e Nico Rosberg. Da non sottovalutare pure la Force India e la Toro Rosso, in netto miglioramento negli ultimi gran premi e a loro agio sulle piste veloci. La Lotus non parte con i favori del pronostico, viste le caratteristiche del tracciato brianzolo, ma può comunque dire la sua in gara. Difficile invece fare previsioni sulla McLaren, sprofondata in una crisi inarrestabile da inizio stagione e incapace di risorgere. Forse ormai a Woking si pensa all’anno prossimo.