In auto, superstiziosi ma non troppo

Il portale Tgcom24 ha ripreso il comunicato stampa lanciato da Chiarezza.it sulle superstizioni degli italiani in auto.

Cornetti e amuleti, anche se con poca convinzione. I superstiziosi sono avvertiti da giorni: l’11 novembre 2011 è giorno palindromo, ovvero una data costituita da una particolare serie di numeri che non cambiano se li si legge nei due sensi. Per qualcuno è un segno negativo, per altri è un segno di fortuna: per noi ora è l’occasione per una riflessione sulle convinzioni in materia di fortuna e sfortuna. Uno dei luoghi in cui si espongono con maggiore frequenza amuleti, cornetti di corallo e santini è l’automobile, con specchietti retrovisori e cruscotti in pole position. Il primo dato di fatto è che la scaramanzia su quattro ruote non è morta, anche se ci si crede con minore convinzione.

Lo riferisce Chiarezza.it, il portale online di confronto tra polizze assicurative, dopo aver realizzato un sondaggio per scoprire le abitudini scaramantiche degli italiani quando si trovano al volante. Secondo i risultati del sondaggio il 60% degli intervistati ammette di credere a riti e superstizioni, ma dichiara di non lasciarsi influenzare più di tanto. Non manca a dire il vero uno zoccolo duro, pari a circa il 10% del campione, che non nasconde una vera e propria dipendenza da amuleti e gesti scaramantici anti iella. A fare da contraltare c’è una quota del 30% che si dichiara completamente immune a queste pratiche.

Insomma, in auto la superstizione è dura a morire, anche se accompagnata da coscienza e consapevolezza. Il 73%, infatti, ritiene che i portafortuna non siano indispensabili, mentre il 25% sostiene di essere molto affezionato ai suoi amuleti. Resiste anche un inossidabile 1,7% che non si mette alla guida senza la benedizione del talismano prescelto.

I portafortuna più gettonati sono i “ninnoli” appesi allo specchietto (13,5%): dai dadi di peluche, ai gadget o ai pupazzetti di ogni genere e foggia. Un po’ superato è invece il classico cornetto rosso (3,8%), ancora però particolarmente amato dai guidatori partenopei. Solo l’1,9% manifesta attaccamento a simboli religiosi come rosari, crocifissi e immagini sacre: più diffusi sono invece i gadget legati alla squadra del cuore, presenti sul 3,9% delle auto degli intervistati. Ma qui la fantasia regna sovrana, con coccinelle, quadrifogli, disegni dei bambini, foto dei propri cari, scritte che esortano a moderare la velocità, folletti, collane e pendenti. E’ curioso anche il fatto che ancora resiste un 1,9% convinto che un CD, grazie al riflesso, riesca a impedire agli autovelox la lettura della targa.

“Questa indagine apparentemente molto ‘leggera’ conferma la consapevolezza che gli italiani hanno dei rischi che si corrono quando ci si trova al volante”, ha dichiarato Serena Cellamare, Responsabile Comunicazione di Chiarezza.it. “Un cornetto rosso attaccato allo specchietto dà sicuramente un tocco di colore all’abitacolo: l’importante è che chi si mette alla guida presti attenzione a tutte quelle misure di sicurezza che garantiscono la prevenzione di incidenti ed episodi spiacevoli, spesso causati da piccole disattenzioni e dalla poca prudenza”.