Mercato auto: si ripartirà a metà 2013

Le immatricolazioni aumenteranno e gli automobilisti europei torneranno a comprare auto

13 Febbraio 2013

Il mercato dell'auto, in Europa, ripartirà. Bisogna ancora aspettare qualche mese. Ma entro il 2013 le immatricolazioni aumenteranno e gli automobilisti europei torneranno a comprare le auto. Dunque già nei prossimi mesi è prevista una reale inversione di tendenza. A diffondere la stima è stata l'associazione tedesca dei costruttori di auto, Verbandes der Automobilindustrie, secondo la quale il mercato delle auto si stabilizzerà a metà dell'anno in corso.

Matthias Wissmann, presidente del gruppo, ha espresso preoccupazione per il giudizio negativo sul mercato auto a gennaio. Ma ha anche spiegato che il dato, nei diversi mercati europei, nasce da risultati parzialmente falsati perché confrontati con i volumi esuberanti registrati nei primi mesi del 2012. Per il 2013, dunque, Wissmann è sicuro che ci si possa attendere "un'importante stabilizzazione a metà dell'anno in tutta l'area euro".

D'altra parte i tedeschi fanno bene ad essere ottimisti. Come in Italia negli ultimi mesi (e addirittura nel corso di tutto il 2012), le vendite auto sono scese a picco, anche in Germania non è andata meglio. Nel più grande mercato continentale le vendite di nuove vetture, solo a gennaio 2013, sono calate dell'8,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Una situazione allarmistica anche per i costruttori. Persino Volkswagen si è detta preoccupata per il 2013, visto da tutte le case automobilistiche come un anno difficile. A gennaio, in Germania, sono state immatricolare appena 192 mila le auto. E mai come in questo momento, secondo il centro ricerche Automotive dell'Università di Duisburg, gli sconti per acquistare auto nuove sono altissimi. "La Germania nei prossimi mesi diventerà il paradiso per chiunque voglia comprare un'automobile", ha detto con una battuta Ferdinand Dudenhoeffer, docente dell'Università di Duisburg. La causa, ovviamente, è l'altissimo numero di modelli invenduti. Ma chissà se le sofferenze tedesche saranno davvero gravi come la crisi dell'auto italiana.