La sicurezza stradale si impara a scuola

Regole pratiche e teoriche per evitare incidenti insegnate ai più piccoli

8 Febbraio 2013

Regole pratiche e teoriche per evitare incidenti, invitare ad una guida sicura, mettere in guardia i giovani dall'uso di alcol e droghe (e farne capire gli effetti per chi si mette alla guida), prestare soccorso in caso di necessità. La sicurezza stradale si insegna a scuola. Sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso-progetto al via il 22 gennaio (fino al 5 aprile) di educazione stradale dal nome "Studenti di oggi cittadini di domani: lezioni di mobilità e sicurezza in strada."

L'iniziativa è stata fortemente voluta Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con l'Agenzia Roma servizi per la mobilità e prenderà il via proprio a Roma. E' in concreto il primo passo per l'attuazione del Protocollo d'intesa firmato il 25 luglio 2012. Si tratta infatti di un "progetto pilota" rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado. Se l'iniziativa dovesse avere successo, sarà poi estesa in altre città e quindi in altri istituti superiori, con l'obiettivo primario di far conoscere ai ragazzi che di qui a poco prenderanno la patente la realtà e le problematiche della sicurezza stradale.

Si parte dunque da Roma, dove sono sette gli istituti scolastici interessati all'esperimento. In tutto saranno circa 600 gli alunni coinvolti. A loro saranno rivolte le diverse tipologie di lezione che saranno tenute da funzionari del Ministero, dell'Agenzia e del Corpo di Polizia Municipale. Durante il corso è prevista anche una visita alla Centrale di mobilità della Capitale per capire, a livello pratico, come funziona la mobilità. Gli studenti dovranno anche affrontare un questionario prima e dopo il corso formativo per valutare eventuali cambiamenti nelle conoscenze e nei comportamenti. Una sorta di test per verificare l'apprendimento e l'effettiva validità del progetto. Un concorso, inoltre, premierà i migliori temi dei ragazzi riguardo gli argomenti trattati nelle lezioni. Se dunque l'iniziativa dovesse avere successo, il Ministero è pronto, per il prossimo anno, ad estenderlo nelle altre grandi città italiane.