L’auto elettrica che rende autosufficiente la casa

Auto elettriche in grado di ricaricarsi e di trasferire energia a case e edifici: il futuro della mobilità sostenibile e del risparmio energetico passa anche dall’auto.

Alluvioni, terremoti e tornado sembrano ormai purtroppo all’ordine del giorno, e la conseguenza è spesso un black-out elettrico che può durare ore o addirittura giorni. Ecco allora che un’auto elettrica appositamente progettata può venire in soccorso.

Auto come la Nissan Leaf, la Toyota Prius e il furgone Boulder Electric sono infatti in grado di funzionare da “sistema di backup elettrico”.
Cosa significa? Significa che queste auto non solo possono essere ricaricate dalla presa elettrica di casa, ma in caso di necessità possono funzionare anche al contrario, cioè fornire alla casa energia elettrica; e poichè un’auto come la Leaf è equipaggiata con una batteria da 16 kWh, è in grado di alimentare un’abitazione media per quasi 48 ore continuate: i consumi di una famiglia media, infatti, si aggirano sugli 8-10 kWh al giorno.

La maggior parte dei consumi si concentra in un elettrodomestico silenzioso e poco appariscente, cui siamo così abituati da quasi non farci caso: il frigorifero. Anche se non sta acceso 24 ore al giorno, ma si accende e spegne continuamente per pochi minuti, nell’arco di una giornata può restare acceso anche per 8 ore cumulative (ad esempio per 10 minuti ogni mezz’ora, quindi 20 minuti l’ora, quindi 20×24 = 480 minuti = 8 ore); in quei 10 minuti assorbe solo 100 o 200 W, ma moltiplicati per 8-10 ore portano a consumi tra 800 e 2000 Wh (0,8-2,0 kWh).

Naturalmente non è sufficiente semplicemente “attaccare la spina” dell’auto ad una presa qualunque di casa per ottenere un sistema di “backup elettrico”: è necessario installare una “wall box“, o stazione di ricarica casalinga, che sia opportunamente progettata a tale scopo, ma che nella maggior parte dei casi è comunque necessaria per poter ricaricare l’auto, che è dotata di particolari circuiti di controllo che, per garantire la massima sicurezza, devono dialogare con la “wall box” per poter decidere se e quando assorbire corrente dalla rete domestica, oppure inviargliela.

Oppure, naturalmente, in caso di necessità è possibile ricaricare l’auto da una colonnina pubblica e poi utilizzarla per alimentare la casa: non è conveniente, perchè l’elettricità fornita dalle colonnine costa molto di più di quella di casa, ma piuttosto che rimanere al buio per giorni, può essere una valida alternativa.

Un’altra possibilità è utilizzare le batterie delle auto per “ridistribuire” i consumi energetici nell’arco della giornata:  si parla, in inglese, di “Vehicle To Grid ” (V2G) se l’auto fornisce energia alla rete elettrica in generale, “Vehicle to Home” (V2H) se alimenta un’abitazione, o “Vehicle to Building” (V2B) se alimenta un edificio adibito ad uffici, ed è un sistema utile per risparmiare energia (e quindi denaro e CO2 immessa nell’ambiente): ricaricando infatti le auto nella notte, quando l’energia costa meno, e usandole poi per fornire energia di giorno, nelle ore di punta, il bilancio complessivo è un risparmio energetico e monetario; non solo: si ha anche un alleggerimento del carico elettrico sulla rete; molte centrali elettriche, infatti, per motivi tecnici non possono essere spente durante la notte, e molta dell’energia da esse prodotta verrebbe dispersa, mentre usando le auto come accumulatore temporaneo (“buffer” di energia) si risolverebbe anche questo problema.