L'auto del futuro: un pieno ogni 100 anni

La vettura ad energia nucleare sta per diventare realtà, utilizzerà il torio

15 Novembre 2013

Un sogno per tutti gli automobilisti. Risparmiare sulla benzina, non fermarsi al distributore, non avere l'incubo della riserva. E soprattutto non rimanere senza carburante per strada. Un progetto ambizioso, ma che potrebbe un giorno essere realtà: un'auto a cui bisogna fare il pieno una volta ogni 100 anni. Ossia una volta nella vita. Inutile dire che un'invenzione del genere potrebbe avere anche risvolti molto positivi dal punto di vista climatico e ambientale. Se pensiamo che oggi circolano più di un milione di automobili, capiamo anche il numero enorme di emissioni nocive che ne derivano. 

Il progetto è stato messo in atto dall'azienda americana Laser Powers Systems (LPS), che sta "inventando" un sistema di propulsione per le automobili, il torio, ossia il materiale più denso conosciuto in natura. Si tratta di un elemento radioattivo estremamente abbondante in India e ben visto dagli scienziati. Vista la densità, il metallo riesce a produrre enormi quantità di calore. Gli esperimenti ora si stanno concentrando quindi nell'uso di piccoli pezzi di torio, cercando di creare un laser che riesca a riscaldare l'acqua producendo vapore ed energia grazie con il supporto della mini turbina.

Ma come questo esperimento pù collegarsi con un'automobile? Il prototipo del motore che si sta creando potrebbe starci senza problemi nel vano cofano di una macchina, visto che pensa circa 230 chilogrammi. Secondo quanto spiegato da Charles Stevens, CEO di LPS, con soli 8 grammi di torio si potrebbe muovere una macchina per circa cento anni. Qualcosa che cambierebbe completamente il modo in cui usiamo le vetture e come esse vengono prodotte. Insomma, se il progetto andasse in porto si tratterebbe di una rivoluzione nel mondo auto. Insomma, l'auto a energia nucleare potrebbe essere presto realtà. Il combustibile utilizzato dovrebbe essere appunto il torio, che permetterebbe di percorrere 482.800 Km. A questo va aggiunto che anche la manutenzione del propulsore andrebbe fatto ogni secolo. Insomma, una svolta epocale.