Bollo auto 2015, tutte le novità

Arriveranno nuovi aumenti regionali ma anche più esenzioni per alcune categorie

26 Novembre 2014

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Dal 2015, il bollo auto, denominato anche "tassa di possesso", potrebbe subire aumenti fino al 12%, andando così a far aumentare le spese che i cittadini devono sostenere per possedere una vettura, spese comprensive di assicurazione, manutenzione, carburanti e molti altri impegni monetari che richiedono un notevole esborso di denaro, esborso che, secondo Codacons, arriva a richiedere quasi il 25% del reddito di un cittadino medio. 

Rimangono, però, le esenzioni del bollo auto già attive per particolari classi di veicoli e per alcune tipologie di conducenti:

Disabili, portatori di handicap, sordomuti e soggetti con gravi limitazioni nella deambulazione sono esentati dall'obbligo del pagamento del bollo purchè siano stati autorizzati dalla Regione di residenza, autorizzazione che si ottiene presentando un'apposita richiesta corredata dei necessari referti medici. Questa esenzione ha delle limitazioni: i veicoli che possono usufruirne non possono essere di cilindrata superiore ai 2 litri se sono alimentati a benzina e ai 2,8 litri se sono alimentati a gasolio. La vettura per cui viene chiesta l’esenzione dal pagamento del bollo può essere intestata al disabile oppure al familiare che lo abbia fiscalmente a carico.

I veicoli che godono di esenzione parziale o totale, invece, sono quelli elettrici, ibridi e GPL. Queste tipologie di vetture, vanno a loro volta divisi in due categorie, auto elettriche e ibride e auto a GPL. Questa distinzione va fatta per la diversa tipologia di agevolazione di cui godono le vetture. Per quanto riguarda quelle elettriche ed ibride, l'esenzione vale per tre anni dalla prima immatricolazione in Lombardia, Veneto e Lazio (solo per i veicoli ibridi benzina). In Campania è valida fino al 2016 e in Puglia per cinque anni. Altrove il bollo delle auto ibride è riferito alla potenza del motore termico e non a quella complessiva dell'auto.

•Per le vetture a GPL, invece, generalmente si paga un terzo delle vetture a benzina di pari cavalli. Tuttavia, è bene rivolgersi all'ufficio ACI territorialmente competente per ottenere maggiori informazioni e delucidazioni. 

•Una regolamentazione particolare riguarda le cosiddette auto storiche. Possono chiedere l’iscrizione all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) tutti i veicoli a motore dopo 20 anni dalla data di costruzione o di prima immatricolazione. Per queste c’è il mini bollo, che varia tra i 25,82 e i 30 euro in base alla Regione.

Tra qualche mese, con l'approvazione della nuova Legge di Stabilità, potrebbe esserci un diverso sistema di pagamento del bollo auto, che sarà calcolato non più in base alla potenza dell'auto ma in base alle emissioni inquinanti della stessa, così da incentivare gli automobilisti a “virare” verso autovetture più nuove, puntando al rinnovamento del parco circolante nazionale, che è tra i più vecchi d'Europa. 

Questa riforma del pagamento del bollo, potrebbe arrivare solo dopo che sono stati sentiti i pareri delle commissioni Affari Costituzionali, Trasporto, Attività Produttive, Ambiente, Bilancio e della Commissione parlamentare per gli affari regionali. 

Più importante sarà il giudizio di quest'ultima, visto che solo questa Commissione potrà capire quanto peserà sulle casse delle amministrazioni regionali un'eventuale diminuzione del gettito derivante da questa tassa.