Auto: la seconda casa degli italiani

Una ricerca evidenzia come molti italiani riempiono di tantissimi oggetti la propria auto

27 Marzo 2011

A chi non è mai capitato di avere in auto gli oggetti più svariati? Se l'ombrello è un classico, anche la bottiglietta d'acqua, il kit del pronto soccorso o uno straccio multiuso sono presenti nella maggior parte delle auto italiane. Ma gli automobilisti nostrani non si fermano qui: una curiosa ricerca evidenzia come il 63% degli italiani utilizzi la propria auto come “seconda casa”, dove avere sempre a portata di mano non solo oggetti per le emergenze, ma anche accessori personali e capi d’abbigliamento.

Ecco la cose più curiose che sono emerse da questa indagine: il 27% degli automobilisti italiani tiene nel proprio veicolo una coperta, il 18% non si fa mancare guanti e impermeabile per fronteggiare pioggia e freddo, mentre il 15% porta sempre in auto una felpa; e ancora: il 14% ha sempre con sé un cappello. In coda alla classifica degli oggetti più conservati in auto si collocano con il 6% la borsa con il necessario per la palestra, il costume da bagno (che serve al 5% degli intervistati) e,con un 3%, gli accessori più “insoliti”: collant di ricambio e cravatta.

Singolare anche un altro aspetto emerso dall’indagine: circa il 45% gli italiani fanno il “cambio stagione” anche in auto, così la felpa lascia il posto ad una giacca più leggera, mentre i guanti vengono sostituiti da un paio di occhiali da sole di scorta. Ma, nonostante l’alternarsi delle stagioni, l’oggetto che nelle auto degli italiani si aggiudica il posto d'onore rimane l’ombrello. Dati questi che confermano l’attaccamento del popolo italiano al veicolo a quattro ruote, d’altronde lo avevamo già detto che gli italiani preferiscono le auto. In base al tempo, infine, cambia anche “l’equipaggiamento” degli automobilisti delle diverse città. Così è Roma la città in cui si fa più attenzione al ricambio degli indumenti, abitudini legate alla forte variazione delle temperature stagionali: ben il 49% degli automobilisti romani intervistati, infatti, ha dichiarato di cambiare gli oggetti "d'emergenza" in base al periodo.