Auto: il bene più tartassato

Le imposte automobilistiche sono aumentate del 14,9%

14 Giugno 2012

Tempi duri per le quattro ruote. Nel 2011 le tasse sulle auto hanno gonfiato i bilanci delle amministrazioni locali, portando nelle casse quasi 9 miliardi di euro. Le imposte automobilistiche sono schizzate del 14,9%. Un giro d’affari che ha raggiunto una quota pari a 6,4 miliardi di euro. L’imposta sulle polizze Rc auto, invece, ha prodotto un gettito di 2,3 miliardi, con un incremento rispetto all’anno passato del 17,5%, dovuto all’impennata dei premi assicurativi e delle aliquote applicate a livello locale. Si tratta di cifre, contenute nella relazione annuale della Banca d’Italia, che evidenziano come la tassazione sull’auto in generale e sulle assicurazioni in particolare abbia toccato livelli insostenibili. A denunciare questo andamento è l’associazione dei consumatori Adiconsum, che chiede un tavolo per rivedere la normativa del settore. «Si tratta di numeri da capogiro che colpiscono un bene come l’auto, ormai di prima necessità. Non si può continuare a togliere risorse dai redditi delle famiglie e non garantire, nello stesso tempo, investimenti per lo sviluppo e il rilancio dei consumi», afferma Pietro Giordano, segretario generale dell’Adiconsum.

 In Italia i costi delle polizze Rc Auto hanno raggiunto livelli« esorbitanti in paragone alle tariffe delle assicurazioni auto applicate negli altri Paesi europei. Siamo al comando di una classifica non certo positiva – prosegue Giordano - ed è arrivato il momento di aprire un tavolo tra il Governo, le compagnie assicurative e le associazioni dei consumatori, in modo da pianificare un vero e proprio attacco nei confronti delle truffe assicurative, ma anche abbattere i premi assicurativi troppo alti e non giustificabili dalle truffe stesse». 

La soluzione c’è, secondo il segretario generale dell’Adiconsum. «Si tratta di rivedere il sistema bonus-malus, premiando gli automobilisti virtuosi e penalizzando chi agisce da “pirata”. Si potrebbero incrociare le banche dati della motorizzazione, delle compagne assicurative e dell’Isvap, per individuare con facilità chi specula e chi invece va premiato».