Patenti, le nuove regole penalizzano le autoscuole?

23 Gennaio 2013

Sabato 19 gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove categorie e tantissime regole per ottenere la nuova patente. I cambiamenti, prescritti dall'UE e dal Codice della Strada, riguardano le sanzioni, che saranno più forti, ma soprattutto la classificazione dei veicoli con l'introduzione di 15 nuove categorie tra cui quella per ciclomotori e microcar (categoria AM). Poi diversi criteri di revisione e sospensione della patente, oltre a modifiche dell'esame di idoneità. Insomma, una vera e propria rivoluzione a cui tutti gli automobilisti dovranno abituarsi.

Ad esempio non ci saranno più i tagliandi adesivi in caso di cambio di residenza o rinnovo del documento. Si moltiplicano anche i casi sanzionati come illeciti penali: per chi verrà beccato a guidare senza licenza ci sarà una sospensione e una sanzione amministrativa di 4mila euro. Ma quanto costa questa rivoluzione stradale? Parecchio, soprattutto se parliamo delle autoscuole, già sul piede di guerra. Secondo una prima stima fatta da Confarca, Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici, per "rinnovarsi" e adeguarsi alle nuove normative dovranno sborsare, almeno, 60mila euro. Una cifra enorme, soprattutto perché dovrà essere spesa dalle singole scuole guida in un momento di forte crisi, non solo del mercato auto in generale, ma anche delle stesse autoscuole, che in questi anni hanno perso circa il 30-40% di lavoro. Il problema riguarda in particolare il nuovo parco macchine e parco moto. La nuova normativa, per esempio, prevede che gli esami per la patente per la moto A1 si faccia con motocicli di almeno 400 cc e 25 kw, mentre fino ad ora si facevano con motocicli di 125 cc. Un altro esempio: per le nuove categorie C1 e D1 le autoscuole devono avere, per far sostenere correttamente l'esame, un mezzo fino a 75 quintali e un minibus fino a 16 posti. Insomma, per i titolari i scuole auto, è prevista una grossissima spesa. Ma sono già previste proteste. E il presidente di Confarca è già in contatto con il Ministero dei Trasporti per cercare una soluzione.