Consumi auto: test poco realistici delle case automobilistiche

16 Aprile 2013

Siamo sicuri che la nuova efficienza delle auto che vantano emissioni e consumi molto ridotti sia dovuta completamente alle migliorie apportate dai costruttori? In realtà, come spiega un report della ong Transport & Environment, un’auto consuma in media il 23% e in alcuni casi anche il 50% in più dei dati dichiarati, e questo rivela la capacità di mentire della maggior parte dei produttori sulle reali qualità delle vetture.

Gli “imbrogli” iniziano dai test che molto spesso non sono adeguati a descrivere i reali consumi di carburante delle auto e finiscono con dei piccoli trucchi utilizzati dalle case automobilistiche (per giunta, in modo legale) per migliorare i risultati delle prove. Nella prova su strada per rilevare la scorrevolezza, ad esempio, si sigillano le fessure per migliorare l’aerodinamicità o si usano pneumatici più gonfi del normale per diminuire gli attriti. I veicoli speciali preparati per i test su strada hanno prestazioni in media del 37% migliori dei modelli in vendita.Vi è, poi, il relativo test in laboratorio sui rulli. Viene condotto seguendo una sequenza di accelerazioni e pause detta ciclo europeo, piuttosto datata e studiata per macchine molto meno potenti delle attuali: il risultato è che i dati sui consumi ottenuti sono falsati soprattutto sulle macchine più potenti, e cioè quelle che consumano di più. I test, poi, vengono effettuati senza tenere in considerazione i consumi legati agli accessori come, per esempio, l’aria condizionata e, in più, si misurano i consumi con l’alternatore staccato in modo che non sprechi energia per ricaricare la batteria, si modificano i freni in modo che facciano meno resistenza e si “truccano” ad hoc le centraline. Purtroppo questi test poco realistici vengono fatti tutti in modo legittimo. La conseguenza, però, è di ottenere risultati diversi con i test indipendenti che rivelano emissioni e consumi in media del 23% superiori rispetto a quelli ufficiali condotti dalle case. E il divario in questi ultimi anni è cresciuto: nel caso della Germania dal 7% in media del 2001 al 23% del 2011. Il problema serio è che, a causa di queste prove, non si ha la possibilità di capire realmente quali sono i reali consumi di un’automobile e decidere, di conseguenza, su quale modello indirizzarsi per risparmiare.