Cointestare l'auto? Ecco quando conviene

31 Ottobre 2017

Non sai se cointestare la tua auto? Ecco cosa comporta tale scelta

Cointestare un’auto è una situazione molto comune fra gli automobilisti e questa possibilità è data dalla nostra disciplina, tramite la Legge Bersani.
Quando si sente parlare del decreto Bersani in ambito di assicurazione auto o moto, la maggior parte degli assicurati pensa all'agevolazione permessa dal decreto e quindi alla possibilità di poter pagare una polizza auto più bassa. Così come previsto dalla legge, infatti, si acquisisce la classe di merito di una persona facente parte del nucleo familiare: tale casistica è particolarmente rilevante per i neopatentati; un giovane, infatti, anziché partire da una classe di merito svantaggiosa per cui pagherebbe un RCA relativamente alta per la propria auto, può ereditare la classe di merito di un genitore o di un'altra persona, esperta nella guida, che abita con lui sotto lo stesso tetto.
Non tutti sanno, però, che la Legge Bersani ha delle conseguenze anche per il caso di auto cointestata! Ecco allora uno dei nostri prospetti per passare in rassegna tutti i vantaggi e gli svantaggi della possibilità di cointestare l’auto.

Cointestare l’auto: di cosa si tratta?

Parlare di auto cointestata significa fare rifermento ad un caso molto semplice, in cui l'auto risulta di proprietà di due persone, anziché di una. Ci si può trovare in questo caso perché l’acquisto viene effettuato in comune per dividere le spese oppure quando il veicolo viene ereditato.
A quel punto sul libretto compariranno i nomi di entrambi i cointestatari. Le due persone sono entrambe proprietarie e, per questo motivo, in caso di vendita occorreranno le firme di entrambi gli automobilisti. Vista questa semplice definizione facciamo un passo successivo: ma cosa succede per quanto riguarda l'assicurazione? E come interviene la Legge Bersani per quanto concerne la classe di merito? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza, ma prima di tutto è bene sottolineare una piccola premessa: la legge infatti presenta dei “vuoti” e lascia a discrezione delle compagnie la gestione della polizza.

Cointestare l’auto: come funziona l’assicurazione?

Come anticipato l’assicurazione di un’auto cointestata rientra nell’ambito della Legge Bersani.
Le compagnie di assicurazione non possono prescindere dall'esperienza e dai dati di entrambi i proprietari dell'auto, che saranno i cointestatari dell'assicurazione. La polizza risultante sarà basata dunque sull'intestatario che fra i due ha la classe di merito più "sfavorevole", o addirittura tenendo conto della combinazione dei dati più "sfavorevoli" (oltre alla classe di merito, anche la residenza, l'età, ecc.). Pensiamo per esempio al caso in cui si stipuli una polizza RCA per un’auto cointestata a padre e figlio neopatentato: il premio pagato sarà molto alto e la situazione non sarà tanto diversa rispetto alla scelta di non cointestare.

Cointestare l’auto: come entra in gioco la Legge Bersani?

Con la Legge Bersani, come anticipato, si ha la facoltà di acquisire la classe di merito di un familiare (purché abbia una polizza attiva e sia presente nello stesso nucleo), che probabilmente potrebbe essere più favorevole se tale soggetto guida da più anni e ha fatto meno incidenti. Quindi, tornando all’esempio del neopatentato (che avrebbe una classe di merito universale molto alta, pari a 14), se cointesta l'auto con un genitore che vive con lui e che ha classe di merito 1, nella polizza erediterà la classe di merito più vantaggiosa, ovvero la 1. Ma questo, come abbiamo spiegato, è un'agevolazione che avviene anche senza avere una polizza cointestata. Nel caso di auto cointestata, l'importo della polizza tiene conto del guidatore meno esperto.
Per cui, se il neopatentato Tizio, che usufruisce della Bersani, non cointesta l'auto, avrà classe di merito 1, e anche una polizza con importo basso, come se a stipularla fosse il genitore Caio. Se invece Tizio cointesta l'auto, la polizza, pur avendo classe di merito 1, sarà di importo notevolmente maggiore, perché si tiene conto del fatto che uno dei cointestatari (cioè, appunto, Tizio) è un principiante. Cosa fare a questo punto? È conveniente cointestare un’auto? La risposta è ovvia in quanto l’incremento di costi è evidente!

Cointestare l’auto: in che casi è un’opzione vantaggiosa?

Visto il funzionamento del decreto, cointestare un’auto sembrerebbe un’opzione svantaggiosa. Volendo approfondire però, tale situazione può presentare anche dei vantaggi.
Secondo la Bersani, il guidatore più svantaggiato, ad esempio il neopatentato che ha acquisito la classe di merito più favorevole del genitore, non conserva la classe di merito più vantaggiosa nel caso in cui c’è un cambio di residenza o non fa più parte del nucleo familiare. A questo punto tale guidatore dovrebbe ripartire dalla 14esima classe, con conseguente aumento del premio. Ecco qui dove sta il vantaggio dell’auto cointestata: in tale situazione il peggioramento della classe di merito non avviene purché l’altro cointestatario rinunci formalmente alla propria classe di merito. La ratio di tale norma deriva dall’intenzione del legislatore di diminuire il più possibile il numero di intestatari di auto.