Auto intelligenti, è già il futuro?

29 Aprile 2013

Le automobili intelligenti sono ormai realtà, e sono anche operative. Difatti, per esempio, in Israele vengono quotidianamente utilizzate per le operazioni di pattugliamento lungo i confini di Gaza. Queste auto-robot, denominate Guardium, sono state create a partire dal 2008 proprio in territorio israeliano, dalla società G-NIUS, in collaborazione con il Ministero della Difesa.

Tutte le caratteristiche “hardware” di questo particolare genere di veicoli, inclusa le presenza o meno di armamenti, sono ovviamente classificate, anche se non sono note: di essi difatti si è solamente a conoscenza del fatto che prevedono diverse videocamere per riprendere e analizzare gli spazi circostanti, oltre a sensori laser e radar per evitare gli ostacoli. Inoltre, è risaputo che la tecnologia avanzata grazie alla quale è stato possibile creare questo “cervello digitale” è stata sviluppata dal Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica dell’Università del Negev: uno degli sviluppatori del software, Hugo Guterman, ha mostrato TomCar, un prototipo di questo tipo di auto-robot, sottolineando e analizzando le modalità per la manovra di questi mezzi, che avvengono su di una struttura formata da tre diversi livelli. Il livello più basso permette di guidare la vettura, controllando il volante, i freni e l’acceleratore; il secondo livello serve per la navigazione, sia attraverso il navigatore GPS che con informazioni raccolte dai sensori e dalle videocamere di bordo; mentre il terzo livello è decisamente più complesso ed in continua evoluzione. Esso difatti utilizza le più avanzate tecnologie informatiche, come le reti neurali (sistemi computerizzati che simulano il cervello umano), per affrontare e risolvere problemi e imprevisti senza la necessità di alcun input esterno: le auto sono, difatti, completamente autonome e agiscono come due persone che dialogano continuamente l’una con l’altra. L’avanzata tecnologia di questo tipo di mezzi non deve però far dimenticare l’uso reale che poi se ne fa, ovvero un uso prettamente militare: per questo già dal 2008, anno della loro invenzione, sono partite diverse denunce (per esempio quella di Human Rights Watch) contro tale utilizzo. Queste proteste si basano su studi che affermano come l’introduzione di mezzi militari dotati di intelligenza artificiale metta a rischio l’incolumità dei civili e violi la Convenzione di Ginevra. Per il momento quindi questo tipo di mezzi robotici viene utilizzato esclusivamente nel mondo militare, ma sono in progetto una serie di veicoli simili ma adatti alle più svariate mansioni: in particolare si è cominciato dallo sviluppare mezzi per la pulizia delle strade in luoghi isolati e mezzi spazzaneve.