Auto Gpl e ibride: stop al caro benzina

La crisi costringe a cercare soluzioni alternative anche per l'auto

2 Luglio 2012

La crisi cambia le abitudini degli italiani anche in tema di auto. Il 2012 sarà sicuramente ricordato come l'anno delle auto Gpl e ibride. Una "conversione" dovuta al caro benzina, che ha raggiunto livelli inaccettabili per il portafogli. Dunque, gli italiani che decidono di comprare un'automobile nuova, la scelgono in base ai consumi ridotti perché hanno come obiettivo spendere meno per il carburante. I dati sono emersi da un sondaggio AutoXY, portale di auto nuove e usate, secondo cui c'è e ci sarà una svolta green negli acquisti da parte degli italiani dovuta alla crisi.

Per il mercato dei carburanti alternativi è dunque l'anno della rivoluzione. Ma in base a quali criteri gli italiani scelgono che tipo di auto acquistare? Minor consumo di carburante e risparmio già al momento del rifornimento sono le due ragioni principali per il 59% degli intervistati. Il 23,7% pensa invece di fare una scelta solo in base al rispetto per l'ambiente. L’11,1%, infine, sceglierebbe auto alternative per l'innovazione tecnologica e il 6,2% per l'efficienza. Il principale dato che emerge dal sondaggio è il caro carburante ha di fatto influenzato le modalità di scelta degli italiani, che hanno trovato nelle auto alimentate a combustibili alternativi una possibile soluzione per risparmiare.

Ecco infatti il dato sui possibili acquisti in caso di cambio vettura: il 46,8% degli automobilisti intervistati è orientato verso un veicolo alimentato a carburanti alternativi, mentre il 44,3% vorrebbe ancora il motore diesel. Caduta libera per le preferenze su auto a benzina. Le sceglierebbe solo l'8,9%. E c'è anche una classifica tra i carburanti alternativi. Il primato assoluto va al GPL, scelto da quasi un italiano su due (45,3%), poi il metano (scelto dal 29,5% degli intervistati), le nuove ibride (15,4%) e per ultime le auto elettriche (7,3%). Ancora troppo costose, secondo gli italiani, sono le vetture a idrogeno o etanolo, che registrano appena il 2,5% dei consensi.