Italiani superstiziosi in auto? Si, ma con coscienza

Un sondaggio di Chiarezza.it rivela come gli italiani siano superstiziosi alla guida

17 Novembre 2011

Un sondaggio di Chiarezza.it evidenzia come cornetti rossi, amuleti e gesti scaramantici siano ancora diffusi, ma con meno convinzione. Secondo quanto emerge dal sondaggio, il 60% degli intervistati ammette di credere a riti e superstizioni, ma dichiara di non farsi influenzare più di tanto. Solo il 10% incarna l’italiano doc (o meglio, quello dipinto all’estero tutto pasta, pizza e mandolino) che non nasconde una vera e propria dipendenza da gesti e gingilli per scongiurare la sfortuna. Ben il 30% dichiara di essere completamente immune a queste pratiche, anche se, messo di fronte a un gatto nero...

Superstiziosi sì, ma con coscienza: il 73%, infatti, non ritiene indispensabile nessun tipo di portafortuna. Il 25% afferma per contro un’affinità con amuleti e pendagli ai quali dichiara di essere molto affezionato. Assolutamente incorreggibile resta quell’1,7% che non si mette alla guida senza la benedizione del talismano prescelto. E sono proprio i “ninnoli” appesi allo specchietto i portafortuna più gettonati (13,5%), sia che si tratti di dadi di peluche, gadget o pupazzetti di ogni genere e foggia. Pare invece sia caduto un po’ in disuso il classico cornetto rosso (3,8%), particolarmente amato dai guidatori partenopei.

Stupisce che ci sia ancora un 1,9% che crede che un CD, grazie al riflesso, riesca a impedire agli autovelox la lettura della targa. Solo l’1,9% manifesta attaccamento a iconografie religiose come rosari, crocifissi e immagini sacre. La squadra del cuore è presente con cuscinetti e gadget vari sul 3,9% delle auto degli intervistati. E chi più ne ha, più ne metta: coccinelle, quadrifogli, disegni dei bambini, foto dei propri cari, scritte che esortano a moderare la velocità, folletti, collane e pendenti…